La ribalta europea sarà anche meno prestigiosa di quella olimpica o mondiale. Tuttavia, questi appuntamenti servono a misurare il valore complessivo di un movimento. E il nuoto azzurro, oggi più che mai, gode di eccellente salute. La riprova è arrivata dalla seconda giornata dei campionati europei di Parigi, che ha portato in dote quattro medaglie (due ori e due bronzi).
Il nuoto azzurro in festa agli Europei di Parigi
Una serata sensazionale per il nuoto azzurro agli Europei di Parigi 2026. Così densa di emozioni che è persino difficile stabilire chi meriti la prima pagina. Ad ogni modo, una cosa è certa: l’Italia tra le corsie è degna dello status di superpotenza.
Dal punto di vista simbolico, l’episodio cruciale della seconda giornata è senza dubbio la finale dei 100 m rana. Con un trionfatore che, in quella stessa vasca, aveva vissuto la giornata più bella della sua vita, aggiudicandosi il titolo olimpico. A differenza di due anni fa, però, Nicolò Martinenghi era tornato a Parigi con pochissime certezze sul suo stato di forma, complice il serio infortunio alla spalla che gli aveva fatto saltare la stagione primaverile.
Tuttavia, l’atmosfera dell’Olympic Aquatic Centre ha rigenerato il 27enne bresciano. Che, con una partenza sensazionale, ha costruito le premesse per vincere l’oro europeo. La seconda parte di gara avrebbe potuto presentargli il conto. Eppure, Martinenghi ha gestito con classe il vano tentativo di rientro del russo neutrale Ivan Kozhakin, aggiudicandosi il titolo europeo in 58″58.
E non è finita. Perché, nella parte bassa della vasca, il suo compagno di Nazionale Simone Cerasuolo disputa una gara non meno eclatante. Reattivo in fase di stacco, l’emiliano è brillantissimo nei primi 50 metri – il suo giardino di casa: è il campione del mondo della distanza – per poi difendersi nella vasca di ritorno. Quanto serve per salire sul podio (58″90) in compagnia di Tete. E raddoppiare la festa.
9° titolo europeo per Quadarella, Curtis fa la storia nei 100 sl
Da una certezza all’altra: Simona Quadarella si conferma sul trono del mezzofondo in corsia, aggiudicandosi d’autorità il titolo europeo degli 800 stile libero. La 28enne romana affronta i primi 200 metri fianco a fianco con la sua grande rivale, la tedesca Isabel Gose, che tiene la sua scia fino ai 550. A quel punto, però, Quadarella alza i giri del suo motore, scappa via e vince per distacco con il crono di 8’15″55. Un’altra, magnifica prova di forza e determinazione che avvicina l’azzurra alla doppia cifra di titoli europei: il conto è salito a nove. E la sensazione che la decima medaglia sia alle porte…
Alle spalle di Gose (8’18″44), si piazza un’altra tedesca: Maya Werner è terza in 8’22″55.
A questa parata di campioni si è infine aggiunta la 20enne piemontese Sara Curtis che, dopo i trionfi in vasca corta dell’ultimo inverno, scrive una pagina memorabile per il nuoto italiano, diventando la prima italiana di sempre a vincere una medaglia europea nei 100 stile libero, la gara regina del programma.
L’atleta di origini nigeriane parte con decisione dal blocchetto, prendendosi il lusso di attaccare a viso aperto la primatista del mondo, l’olandese Marrit Steenbergen. La seconda parte di gara, però, non ha storia: Steenbergen alza l’intensità della sua bracciata, mentre Curtis subisce il ritorno dell’altra olandese Milou Van Wijk, che la sorpassa appena prima del tocco. Ad ogni modo, il bronzo (con il tempo di 52″69) è cosa fatta. Anche questa è una promessa di (lunga) felicità.
Ceccon ai piedi del podio nei 50 farfalla
Quattro medaglie bastano e avanzano per parlare di trionfo. Eppure, persino in una giornata così memorabile, c’è un piccolo motivo di rammarico: Thomas Ceccon ha accarezzato da vicino la possibilità di salire sul podio dei 50 farfalla. E il quarto posto finale (con 22″72, a un passo dal record italiano) è persino motivo di rammarico. Ad ogni modo, il vicentino non può rimproverarsi alcunché: scattato bene dalla corsia esterna, Ceccon avanza negli ultimi 25 metri e lotta fino all’ultimo per il bronzo con il bielorusso neutrale Grigori Pekarski, che lo brucia per soli 4 centesimi. Oro al russo neutrale Egor Kornev davanti al francese Maxime Grousset.
Per il resto, la seconda giornata di gare ha fornito altri riscontri significativi in chiave azzurra. Dopo il podio mancato nei 50 farfalla, Ceccon è tornato in acqua per la semifinale dei 200 dorso, strappando l’ultimo posto utile per la finale con il tempo di 1’55″86. Difficile puntare alla medaglia, impossibile attaccare l’oro: l’ungherese Hubert Kos ha sfiorato il record del mondo in semifinale, nuotando in 1’52″30 (nuovo primato europeo).
Gli altri risultati
Nei 100 rana, invece, l’Italia avrà in finale due atlete: nel complesso, meglio Benedetta Pilato (3ª nella sua batteria con 1’05″85, nonostante un finale in apnea) di Lisa Angiolini, qualificata con l’ultimo tempo disponibile (1’06″47). Vedremo se una delle due potrà lottare per il podio, anche se la concorrenza è davvero notevole. Bel numero della veterana Silvia Di Pietro negli amati 50 farfalla: biglietto per la finale con il 5° crono (25″49). Fuori la compagna di squadra Elena Capretta.
Dopo aver stabilito il record italiano nella finale della 4X200 stile libero, il 19enne napoletano Carlos D’Ambrosio avanza una seria candidatura per il podio dei 100 stile libero: il suo 47″70 è il quinto tempo di accredito. Eliminato, invece, il connazionale Manuel Frigo.
Due parole, infine, sulle altre finali della seconda giornata: la britannica Katie Shanahan è la campionessa europea dei 200 dorso davanti alla portoghese Camila Rodrigues Rebelo e alla francese Pauline Mahieu. Nella 4X100 mista mista, infine, titolo aggiudicato ai padroni di casa, che precedono Paesi Bassi e russi autorizzati. Italia squalificata in batteria per gambata irregolare.






















