La fase campionato dell’Europa League si è conclusa come preventivato per le due italiane. La Roma chiude alla grande la rimonta in classifica strappando un pari fondamentale sul campo del Panathinaikos, chiudendo all’ottavo posto e qualificandosi direttamente per gli ottavi di finale. Vittoria esterna importante contro il Maccabi Tel Aviv per il Bologna, che non riesce a qualificarsi per gli ottavi, ma il decimo posto finale gli garantisce un piazzamento da testa di serie ai play-off.
Europa League: la Roma strappa il pari in Grecia e si qualifica per gli ottavi
Missione compiuta, ma con sofferenza, per la Roma di Gasperini.
I giallorossi, nella trasferta dello “Spyros Louis” di Atene, ottengono un pari prezioso in rimonta per 1-1 sul campo del Panathinaikos. Il risultato ha permesso alla Roma di staccare il pass per gli ottavi di finale senza passare per l’ordalia dei play-off, grazie anche ad una migliore differenza reti nei confronti dei belgi del Genk. Le due squadre avevano concluso la loro League Phase entrambe appaiate a 16 punti, ma la differenza reti complessiva migliore dei giallorossi (+3 rispetto ai belgi, frutto di due gol fatti in più e un gol subito in meno) è risultata decisiva.
Tornando alla partita, la Roma aveva diversi problemi di formazione tra infortuni, squalifiche e indisponibilità di vario tipo. Gasperini, rispetto al pari interno di domenica contro il Milan, ha dovuto fare delle modifiche drastiche anche in vista degli impegni di campionato. Il pari agguantato in inferiorità numerica e, praticamente, senza attaccanti di ruolo schierabili è stata una dimostrazione di forza enorme da parte dei giallorossi.
Rispetto a domenica, il Gasp concede finalmente tregua a Svilar, deve rinunciare agli infortunati Kone e Dybala, all’indisponibile Malen e fa riposare Ndicka e Wesley. Al loro posto ecco Gollini, Ziolkowski, Pisilli, El Aynaoui, Tsimikas e Pellegrini. Il Panathinaikos, alla ricerca di punti importanti per garantirsi il play-off, vede Rafa Benitez cambiare il giusto rispetto al pari in campionato contro l’Atromitos: fuori Kotsiras, Bokos e Tetteh, dentro Palmer-Brown, Katris e Taborda, con conseguente passaggio dal 4-4-1-1 al 3-4-3.
La Roma parte forte, con l’occasione ghiottissima per il gol dell’ex capitata sul piede di Tsimikas al 1′ su ottimo suggerimento di Pellegrini, ma l’ex Fiorentina Lafont è attento e respinge la minaccia. Dopo una chance mancata da Ziolkowski, al 15′ la Roma resta in 10: Mancini trattiene Pantovic lanciato in campo aperto e l’arbitro spagnolo Juan Martinez Munuera, su suggerimento del VAR, espelle il difensore romanista.
La partita cambia di inerzia, con il Panathinaikos che crede nella possibilità di portare a casa i 3 punti. Al 37′, Katris spacca la traversa con una bordata dalla distanza a Gollini battuto. La Roma soffre, ma resiste agli assalti della formazione greca.
Andati all’intervallo sul punteggio di 0-0, la ripresa si apre con il vantaggio del Panathinaikos al 58′: doppio pasticcio con protagonisti Pisilli e Ghilardi che permettono a Taborda di lanciarsi verso la porta, evitare il ritorno di Ghilardi e freddare Gollini per l’1-0. La partita sembra bloccarsi, con il Panathinaikos che attacca senza riuscire a pungere e la Roma che fa una fatica tremenda a creare pericoli dalle parti di Lafont. Il colpo qualificazione per i romanisti arriverà all’80’: cross dalla destra di Pisilli, il pallone viene prolungato involontariamente di testa da Katris e Ziolkowski, con un inserimento da attaccante vero, fredda di testa Lafont per l’1-1 definitivo.
La Roma chiude questa prima fase dell’Europa League con il primo pareggio europeo e da imbattuta in trasferta. I papabili avversari agli ottavi di finale sono quattro: Genk, Bologna, Dinamo Zagabria e Brann Bergen.
Tutto facile per il Bologna: 3-0 al Maccabi Tel Aviv, ma sono soltanto play-off
Il Bologna aveva accarezzato per almeno un tempo la possibilità di ottenere la qualificazione diretta agli ottavi di finale di Europa League, ma il pari della Roma e la vittoria del Genk hanno rovinato i piani dei felsinei.
I rossoblù ottengono comunque lo scalpo del Maccabi Tel Aviv fanalino di coda con un perentorio 3-0, ma dovrà giocarsi la possibilità di qualificarsi per gli ottavi di finale ai play-off. La squadra di Italiano deve mangiarsi le mani per i 4 punti persi in casa tra Brann e Celtic in due partite ampiamente alla portata, ma il decimo posto finale con 15 punti consente comunque di giocarsi gli spareggi in una posizione di vantaggio in qualità di testa di serie.
Italiano, sul neutro di Banksa Topola (Serbia), decide di apportare qualche cambiamento rispetto alla sconfitta di Genova: fuori Heggem, Odgaard, Benja Dominguez e Immobile, dentro Vitik, Moro, Orsolini e Castro. Confermato in porta Skorupski al posto di Ravaglia, vista la squalifica in campionato del polacco. I rossoblù mantengono costantemente il pallino del gioco e sembra riescano a sbloccare la partita al 19′ con il colpo di testa di Orsolini, ma il VAR annulla la segnatura per fuorigioco.
La squadra di Italiano si arma di pazienza e, nonostante gli israeliani abbiano avuto la ghiotta occasione per passare avanti con Ben Harush al 29′, al 35′ sblocca la partita con il tap-in vincente di Rowe, lesto nell’approfittare della presa difettosa di Melika sulla conclusione non irresistibile di Moro. Il Bologna insiste per raddoppiare prima dell’intervallo, ma Melika si riscatta alla grande sulle occasioni avute da Castro e Ferguson. Nel frattempo, Andrade aveva avuto la grande occasione per pareggiare i conti per gli israeliani, ma lo scavetto del venezuelano a tu per tu con Skorupski termina di poco sul fondo.
Nella ripresa, il Bologna riparte determinato a chiudere i conti e infatti, al 47′, sarà Orsolini a firmare il raddoppio con un sinistro chirurgico sul primo palo al termine di una splendida azione personale. Dopo aver sfiorato il terzo gol con Dallinga e Miranda, il Bologna troverà il 3-0 finale soltanto al 94′ con Pobega, abile nel ribadire in rete il cross dalla sinistra del neo-entrato Cambiaghi deviato da Ben Harush.
La vittoria con decimo posto finale consente al Bologna di avere un cammino particolare nella fase ad eliminazione diretta. Ai play-off, gli avversari papabili sono la Dinamo Zagabria e il Brann Bergen (con i norvegesi sarebbe il secondo incontro dopo il pari del “Dall’Ara” nella fase campionato). In caso di ipotetica qualificazione agli ottavi, gli incroci prendono i nomi di Friburgo e Roma, settima e ottava forza della top-8.
League Phase: le qualificate e le eliminate di questa prima fase
Di seguito, i verdetti finali della fase campionato dell’Europa League.
- Ottavi di finale: Olympique Lione (Fra), Aston Villa (Eng), Midtjylland (Dnk), Real Betis (Esp), Porto (Por), Sporting Braga (Por), Friburgo (Ger), Roma (Ita).
- Qualificate ai play-off da teste di serie: Genk (Bel), Bologna (Ita), Stoccarda (Ger), Ferencvaros (Hun), Nottingham Forest (Eng), Viktoria Plzen (Cze), Stella Rossa (Srb), Celta Vigo (Esp).
- Qualificate ai play-off in seconda fascia: PAOK Salonicco (Gre), Lille (Fra), Fenerbahce (Tur), Panathinaikos (Gre), Celtic Glasgow (Sco), Ludogorets Razgrad (Bul), Dinamo Zagabria (Hrv), Brann Bergen (Nor).
- Eliminate: Young Boys (Sui), Sturm Graz (Aut), FCSB (Rou), Go Ahead Eagles (Ned), Feyenoord (Ned), Basilea (Sui), Salisburgo (Aut), Rangers Glasgow (Sco), Nizza (Fra), Utrecht (Ned), Malmö (Swe), Maccabi Tel Aviv (Isr).






















