Finisce nel peggior modo possibile l’avventura in Europa League del Bologna. Dopo la sconfitta per 3-1 in casa all’andata, i felsinei vengono travolti al ritorno dall’Aston Villa per 4-0 a Villa Park, venendo eliminati dalla competizione. Tanti i rimpianti per la squadra di Italiano, soprattutto per l’esito del match di andata che ha sicuramente condizionato il ritorno in terra inglese. In ogni caso, il Bologna può essere soddisfatto del percorso realizzato, andato oltre le più rosee aspettative.
Europa League, al Villa Park non c’è partita: Bologna inerme e travolto
Il Bologna credeva davvero nella possibilità di poter ribaltare il 3-1 subito in casa all’andata, forte della prestazione sfoderata al Dall’Ara. La realtà, però, ha presentato il conto di tutti gli errori commessi e l’Aston Villa, da grande squadra qual è, ha chiuso il discorso in maniera perentoria con un 4-0 che non ammette repliche.
Il 7-1 finale di aggregate rende incredibilmente giustizia a quanto visto nel doppio confronto. La partita di ritorno, praticamente, non si è mai giocata, con i Villans che hanno chiuso il discorso subito nel primo tempo. E poteva andare anche peggio se Ravaglia non avesse parato il rigore di Rogers sul punteggio di 1-0. La squadra di Italiano ha pagato una fragilità difensiva inammissibile per certi livelli e l’eliminazione era l’unico esito possibile. Il tecnico siciliano può comunque ritenersi soddisfatto per aver permesso al Bologna di ritornare a giocare un quarto di finale di una coppa europea a distanza di 27 anni dall’ultima volta. Un traguardo impensabile alla vigilia della competizione.
Passando alla partita, rispetto alla gara di andata, Italiano ha compiuto una vera e propria rivoluzione per cercare di portare più equilibrio nell’undici iniziale. Passaggio dal 4-3-3 al 4-2-3-1, con Casale e Vitik a prendere il posto di Heggem e Lucumí al centro della difesa e Joao Mario e Miranda a fasce invertite. A centrocampo, Moro prende il posto di Pobega e affianca Freuler in mediana, con Ferguson avanzato sulla linea dei trequartisti insieme a Rowe e Bernardeschi. Unai Emery, invece, risponde confermando in blocco gli stessi undici usciti vittoriosi all’andata.
Dopo 16′, la strada del Bologna verso la rimonta è già in salita: filtrante di McGinn a liberare Rogers sulla sinistra, il quale non ha problemi nel servire a centro-area a Watkins il comodo pallone dell’1-0. Mentalmente, i felsinei sono già fuori dal match.
L’Aston Villa insiste per evitare sorprese sgradite, anche perché, al 20′, Bernardeschi aveva sporcato i guanti di Martinez con un sinistro a giro insidioso. La grossa chance per il raddoppio dei Villans arriva al 25′, quando il VAR rileva il fallo di mano in area di Vitik sul colpo di testa di Watkins. Dal dischetto va, a sorpresa, Rogers, che però si fa respingere la conclusione da Ravaglia. La gioia del rigore per i felsinei dura poco perché, al 26′, Buendia realizza il raddoppio sulla susseguente rimessa laterale battuta da Digne, infilando Ravaglia sul proprio palo dopo un buco di Moro in fase di marcatura.
Il gol spegne il Bologna, che capitolerà ancora al 39′ sul diagonale di Rogers a beffare ancora un Ravaglia imperfetto sul palo di competenza.
Chiuso il primo tempo sul 3-0, la ripresa diventerà pura formalità. Il Bologna, all’86’, ha l’occasione per rendere meno amara la disfatta con il neo-entrato Orsolini, che si vede salvare sulla linea da Digne un comodo tap-in ispirato da Sohm. Ad andare a segno, però, sarà ancora l’Aston Villa all’89’ con Konsa, bravissimo nel trovare la torsione al volo vincente su azione da calcio d’angolo.
Finisce così l’Europa League del Bologna. Soddisfazione per il raggiungimento dei quarti di finale, un po’ meno per le modalità dell’eliminazione che rischiano di sminuire quanto di buono fatto vedere dai felsinei nell’arco del torneo.





















