Da tempo era uscito dai radar. Eppure, Domenico Morace – scomparso a Cinquefrondi (Reggio Calabria) a 82 anni – è stato uno dei personaggi più importanti e influenti del giornalismo sportivo in Italia degli ultimi decenni.
Addio a Domenico Morace
C’è stato un tempo in cui la carta stampata era davvero influente. Merito di una generazione di giornalisti che sapeva lasciare il segno, assecondando le esigenze e le richieste di un pubblico infintamente più curioso e sensibile di quello contemporaneo. Uno dei personaggi-simbolo di questa aetas aurea è certamente Domenico Morace, ex direttore del «Corriere dello Sport-Stadio» e del «Guerin Sportivo», morto nella sua Calabria a 82 anni.
Classe 1943, Morace diventa giornalista professionista a 23 anni, dopo aver collaborato per il «Corriere dello Sport» (la fusione con il bolognese «Stadio» era ancora di là da venire) sotto la direzione di Antonio Ghirelli. L’apprendistato in periferia gli sarà utile per intraprendere una lunga carriera nelle file del quotidiano romano, dove scalerà le gerarchie interne fino a diventarne direttore tra il 1986 e il 1991. Anni irripetibili per il giornalismo italiano, in cui il reggino Morace – subentrato a Giorgio Tosatti – rivaleggiava con il catanese Candido Cannavò, il timoniere della «Gazzetta dello Sport» più bella delle nostre vite, a colpi di scoop e grandi titoli.
La “rosea” si aggiudicò sistematicamente la guerra delle copie, ma quel «Corriere dello Sport» era imbattibile da Roma in giù: non solo la preferenza (scontata) per le squadre romane, ma l’attenzione sempre maggiore per le sorti del Napoli negli anni del Diez e per tutto il calcio del Meridione. Il pallone, ma non solo: il giornale romano era molto sensibile al ciclismo, ai motori e alla pallacanestro, che presidiavano stabilmente la prima pagina.
Due anni alla direzione del «Guerin Sportivo»
Conclusa l’esperienza al «Corriere dello Sport-Stadio», Morace divenne una presenza (quasi) fissa de Il processo del lunedì di Aldo Biscardi prima di assumere la direzione del più antico settimanale di «critica sportiva» dell’editoria italiana, il «Guerin Sportivo», che guidò dal 1994 al 1996. Infine, il ritorno in Calabria per il lancio di un ottimo quotidiano locale come «il Domani», che arrivò in edicola nel 1998.
Alla moglie Patrizia e ai figli Daniele, Laura e Luciano le condoglianze della direzione e della redazione di ItaliaSport24.





















