Una punizione severa che ridimensiona pesantemente il giudizio sulla spedizione azzurra ai campionati europei di Belgrado (Serbia), a cui hanno partecipato anche i salernitani Mario Del Basso e Vincenzo Dolce: la Grecia non ha pietà del Settebello e si aggiudica il bronzo.
Del Basso e Dolce, l’Europeo finisce mestamente
Volevamo conservare un posto nel salotto buono della pallanuoto europea, ma la vasca ha respinto la parziale rifondazione decisa da Alessandro Campagna, che ha scelto di lasciare ai margini del progetto giocatori di primissimo livello (Cannella, Di Fulvio, Nicholas Presciutti, Velotto) per lanciare esordienti assoluti come Antonucci, Balzarini e Carnesecchi che, almeno per ora, hanno dimostrato di non essere ancora pronti per questa ribalta. Non il finale immaginato dal “7” azzurro e dai salernitani Mario Del Basso e Vincenzo Dolce, che pure hanno disputato un torneo dignitoso.
Se la sconfitta con la Serbia era maturata in fondo a una prova comunque onorevole, la sfida per l’ultimo posto sul podio con la Grecia ha dispensato soltanto spine. Mai in partita, gli azzurri sono apparsi arrendevoli, passivi e scarichi sia dal punto di vista fisico, sia sul piano mentale. E i vicini di casa (e di mare) ne hanno approfittato per banchettare senza eccessivo sforzo, aggiudicandosi la partita e la medaglia con un netto 12-5.
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Il netto 4-0 in apertura ha sostanzialmente indirizzato la partita in favore della Grecia, che ha sfruttato in maniera chirurgica le superiorità numeriche a disposizione (7/11 il bilancio a fine partita) e – soprattutto – ha blindato la porta difesa da Zerdevas, che ha concesso il primo gol su azione – a firma di Condemi – sul calare del 2° periodo, chiuso sul 7-2. Per non parlare del bilancio del Settebello con l’uomo in più: appena 3 reti segnate su 16 opportunità a disposizione.
La strada per Los Angeles è lunga
L’epilogo sottotono di questo Europeo darà molti argomenti a chi ha contestato le scelte del commissario tecnico, che aveva tutto il diritto di sperimentare in un anno senza Mondiali né Giochi olimpici. Tuttavia, è altrettanto vero che l’Italia ha avuto soltanto un guizzo in tutta la manifestazione: gli ultimi 4′ della sfida senza ritorno con la Croazia, in cui le calottine azzurre hanno alzato sensibilmente il livello del loro gioco, meritando pienamente la qualificazione alla semifinale.
D’altra parte, però, le perplessità hanno superato in quantità gli elogi: fin dal primo girone, la Nazionale di pallanuoto non ha mai realmente convinto, a dimostrazione che le svolte radicali non pagano, specialmente se gestite in maniera umorale. Fatto sta che il quadriennio olimpico non è arrivato neppure a metà. Dunque: ci sarà tempo e modo per meditare sugli errori e sulle potenzialità del gruppo. Con la speranza che Del Basso e Dolce – in ombra come il resto del gruppo azzurro nell’ultima esibizione alla Beograd Arena – possano continuare a farne parte fin dal girone preliminare della prossima Coppa del Mondo, in programma ad aprile.






















