Roberto Mancini è il nuovo ct dell’Italia. Una serie di eventi gattopardeschi e borisiani hanno decretato il ritorno del Mancio sulla panchina azzurra. Prima c’è stato il rifiuto di Josep Guardiola, poi il caso Fonbet che ha messo fuori causa Andrea Pirlo, infine le dimissioni di Paolo Maldini e Leonardo da dirigenti federali. Tutto questo è accaduto affinché si ritornasse dove si è stati sempre bene. Non una sequenza di eventi decorosa, vista la situazione tutt’altro che entusiasmante. In tutto questo, Claudio Ranieri sarà il nuovo Direttore Tecnico che affiancherà il “ct prodigo” in questo quadriennio del “cambiamento”.
Mancini ct dell’Italia: dal primo addio al terremoto federale post-Zenica
Avevamo lasciato l’ultima volta Roberto Mancini come un uomo in fuga. La mancata qualificazione ai Mondiali del 2022 in Qatar e l’inizio delle qualificazioni agli Europei del 2024 in Germania non esaltante avevano portato il Mancio a prendere una drastica decisione. Il 12 agosto 2023, il tecnico marchigiano lascia la panchina azzurra per sposare il ricco progetto tecnico dell’Arabia Saudita, lasciando la patata bollente nelle mani di Luciano Spalletti.
Una decisione che non venne presa bene dall’opinione pubblica, ancora scottata dalla seconda mancata partecipazione consecutiva ai Mondiali. L’avventura in Medioriente durerà fino al 24 ottobre 2024, quando, in seguito ad una Coppa d’Asia fallimentare, il Mancio opterà per una rescissione consensuale del contratto. Nel frattempo, però, si erano aperte le porte della Qatar Stars League, dove Mancini guiderà l’Al-Sadd di Doha alla vittoria del campionato. Questo quando l’Italia mancava il Mondiale per la terza volta di fila in quel di Zenica.
Il deludente risultato sportivo ottenuto in Bosnia Erzegovina porterà ad un terremoto a livello federale. Gabriele Gravina, Gennaro Gattuso e Gianluigi Buffon si dimettono dai loro incarichi, lasciando presidenza federale e panchina azzurra vacanti. Giovanni Malagò, fresco di addio alla presidenza del CONI, vince le elezioni contro il cavallo di ritorno Giancarlo Abete, inaugurando un nuovo corso in FIGC.
La rivoluzione di Maldini e Leonardo dura 16 giorni: prevale la linea Malagò con Mancini e Ranieri
La decantata rivoluzione parte dalla nomina di Paolo Maldini come Direttore Tecnico, affiancato dall’Advisor Leonardo. A loro spetta il compito di trovare il nuovo ct dopo il breve interregno ad interim di Silvio Baldini. Vengono sondate piste tanto improbabili quanto ambiziose (Guardiola e Ancelotti), prima di uscire a carte scoperte con Andrea Pirlo, fresco di promozione in massima serie emiratina con il Dubai United. Una mossa che fa storcere il naso ai più, soprattutto il mondo della politica. Persino il Presidente del Senato, Ignazio La Russa, aveva espresso delle perplessità in merito («Pirlo è stato un grande campione, ma ha scarsa esperienza come allenatore»). Perplessità che sono poi aumentate con il più spinoso caso Fonbet.
Il campione del Mondo 2006 aveva sottoscritto un contratto di sponsorizzazione con Fonbet, un’agenzia di scommesse russa nota per avere legami con il regime di Vladimir Putin. Il conflitto russo-ucraino che va avanti da più di quattro anni non ha giocato a favore di Pirlo che, con un comunicato, aveva provato a smarcarsi da possibili querelle politiche. Alla fine, Pirlo non otterrà l’incarico e Maldini e Leonardo rassegneranno le loro dimissioni dopo 16 giorni di lavoro.
Una situazione di cocente imbarazzo che il ministro dello Sport Andrea Abodi ha commentato così: «Adesso dobbiamo recuperare una brutta figura». «Dipende da chi l’ha fatta…» è stata la pronta risposta di Malagò, il quale è corso ai ripari nella conferenza stampa post-consiglio federale annunciando il gattopardesco ritorno di Roberto Mancini, affiancato da Claudio Ranieri nel ruolo di Direttore Tecnico. Un’operazione che sa di minestra riscaldata e che non sembra aver trovato il plebiscito desiderato. Anzi, il cammino della “redenzione” per Mancini sarà molto arduo. E l’affiancamento di un personaggio non esattamente di primo pelo come l’ex allenatore e dirigente della Roma non aiuta. Probabilmente si è persa un’altra possibilità di cambiamento. Non ci resta che attendere il giudizio insindacabile del campo.
Mancini e Ranieri verranno presentati alle ore 18 del 29 luglio presso la sala stampa della FIGC.






















