Le semifinali di ritorno di Coppa Italia hanno decretato le due finaliste. L’Inter, dopo lo 0-0 dell’andata, batte con una rimonta incredibile per 3-2 il Como, centrando la sedicesima finale della sua storia nella competizione. All’Olimpico, a contendere il trofeo alla squadra di Christian Chivu, ci sarà la Lazio. I biancocelesti di Maurizio Sarri, dopo il 2-2 dell’andata, impattano per 1-1 anche a Bergamo, ma riescono a superare l’ostacolo Atalanta grazie ai calci di rigore. Eroe della serata il portiere Edoardo Motta, autore di quattro parate su cinque rigori calciati durante la serie.
Semifinali Coppa Italia: l’Inter rimonta il Como con Çalhanoğlu e Sucic
L’Inter è ancora in corsa per il double. La squadra di Chivu batte nelle semifinali di ritorno di Coppa Italia il Como di Cesc Fabregas per 3-2, centrando la sedicesima finale nella storia della competizione.
Un successo, quello dei nerazzurri a San Siro, che ricorda molto, per modalità, quello avvenuto in campionato due settimane prima a Como, dimostrazione che non è stata un’affermazione del tutto casuale. I lariani giocano una grandissima ora di gioco, dove mettono in difficoltà la retroguardia interista sfruttando in maniera ossessiva le fasce e i lanci lunghi. Finita la benzina, però, la maggiore caratura dell’Inter è venuta fuori anche grazie alle mosse dalla panchina di Chivu, in particolare gli ingressi di Andy Diouf e Petar Sucic.
Il francese, subentrato a Dimarco, ha portato maggiore forza e inserimenti, cogliendo di sorpresa una retroguardia comasca in costante affanno. Ancora più impattante l’ingresso del croato ex Dinamo Zagabria, che con due assist per la doppietta di Çalhanoğlu e il gol-partita su assist del turco ha letteralmente stravolto l’andamento del match. Rimpianti per i lariani per non aver saputo gestire il doppio vantaggio e per aver mancato la terza segnatura con Diao sul punteggio di 2-1.
Rispetto alle rispettive partite di campionato contro Cagliari e Sassuolo, Chivu e Fabregas hanno deciso di giocarsela in maniera diversa. Il tecnico romeno, costretto a fare a meno di Lautaro Martinez, decide di puntare su Acerbi, Luis Henrique, Zielinski e Bonny al posto di De Vrij, Dumfries, Mkhitaryan ed Esposito, confermando Josep Martinez in porta. Il trainer catalano, invece, passa dal 4-2-3-1 di Reggio-Emilia al 3-4-2-1, inserendo Diego Carlos, Van der Brempt, Alex Valle, Perrone e Douvikas al posto di Smolcic, Moreno, Caqueret, Diao e Morata.
A partire forte, come detto, è il Como, che sfiora il vantaggio all’8′ con un tentativo ravvicinato di Baturina sul primo palo respinto in angolo da Martinez con un prodigioso riflesso. Sul successivo corner, Da Cunha trova una pennellata sul secondo palo ad innescare il colpo di testa di Kempf, ma la traversa salva i nerazzurri.
Il meritato vantaggio il Como lo troverà al 32′: Van der Brempt salta secco Dimarco sulla destra e appoggia sul dischetto per l’accorrente Baturina il comodo pallone che vale l’1-0. La reazione dell’Inter arriverà al 37′, con il colpo di testa di Thuram salvato sulla linea da Perrone su azione da calcio d’angolo.
Andati al riposo sul punteggio di 1-0, il Como vuole chiudere il discorso e, al 48′, troverà il raddoppio: Nico Paz intercetta sulla trequarti un passaggio rischioso di Zielinski e innesca Da Cunha, il quale non ha problemi a battere Martinez con un piazzato mancino terminato in buca d’angolo. 2-0 e notte fonda Inter.
Chivu decide di giocarsi le carte Diouf e Sucic al 60′ al posto di Dimarco e Zielinski. Da qui i nerazzurri cambiano marcia, anche perché il Como è andato in riserva di carburante, si schiaccia troppo e concede tanto. Il discorso viene riaperto al 69′, con il rasoterra vincente di Çalhanoğlu sulla sponda proprio del neo-entrato Sucic.
Fabregas, al gol subito, risponde subito con gli ingressi di Caqueret e Diao per Da Cunha e Douvikas. Proprio il senegalese va vicinissimo a realizzare il terzo gol al 70′: lancio lungo di Jacobo Ramon che Acerbi buca clamorosamente di testa, innescando lo scatto di Diao che, a tu per tu con Martinez, si fa ipnotizzare dall’uscita del portiere spagnolo.
L’Inter riprende ad attaccare a spron battuto per chiudere la rimonta e trova i colpi risolutori tra l’86’ e l’89’. Prima è Çalhanoğlu a trovare la doppietta che vale il pari con un colpo di testa preciso sul cross dalla sinistra di Sucic; poi è lo stesso Sucic a chiudere il discorso con un destro angolato in area al termine di uno scambio nello stretto con Çalhanoğlu. È il 3-2 che chiude il discorso qualificazione, o quasi. Perché al 95′ il Como ha l’occasione di prolungare la contesa ai supplementari con il tentativo ravvicinato di Caqueret respinto in angolo da Martinez.
Ora è fatta davvero: l’Inter è in finale e il Como deve mangiarsi le mani per l’impresa sfiorata.
Lazio di rigore a Bergamo: Motta fa esultare i biancocelesti con quattro parate
Clamoroso quanto accaduto alla New Balance Arena di Bergamo nelle semifinali di ritorno di Coppa Italia. Atalanta e Lazio impattano sull’1-1 dopo i tempi supplementari, ma i biancocelesti riescono a prevalere ai rigori per 2-1, qualificandosi per l’undicesima volta all’atto finale del torneo e tenendo vive le speranze di qualificazione almeno per la prossima Europa League.
Protagonista assoluto della partita il giovane portiere dell’Italia Under-21 Edoardo Motta, autore di ben quattro parate su cinque rigori calciati dagli orobici. Un record che ha rinverdito i fasto di Helmut Duckadam, storico portiere romeno che, con quattro rigori parati nella finale di Coppa Campioni contro il Barcellona, permise alla Steaua Bucarest di sollevare al cielo di Siviglia la coppa dalle grandi orecchie nella stagione 1985-1986.
Una vittoria emblematica per la Lazio, la quale ha saputo soffrire contro una squadra determinata e, sulla carta, superiore come l’Atalanta. I rimpianti per gli orobici sono enormi e vanno dai gol annullati a Ederson e Raspadori, fino ad una serie dal dischetto da dimenticare, con il solo Raspadori andato a segno.
Rispetto al pareggio esterno con la Roma, Palladino rinuncia solamente a Bellanova e Raspadori dall’inizio, preferendo loro Bernasconi e Zalewski. Ancora panchina, invece, per Scamacca, con Krstovic confermato dall’inizio. Sarri risponde, rispetto alla vittoriosa trasferta di Napoli, con una formazione più accorta che vede Marusic e Patric rilevare Lazzari e Cataldi.
Il primo tempo non vede grandi sussulti. Anzi, l’unica occasione degna di nota è di marca Atalanta al 9′: cross dalla trequarti di Ederson su cui si avventa Kolasinac, Motta respinge come può, ma è fortunato sul tentativo di ribattuta di Zalewski nel ritrovarsi la sfera tra le mani.
La ripresa, molto più movimentata, parte subito con un episodio molto discusso che ha fatto andare su tutte le furie nel post-partita l’ad della Dea Luca Percassi. Al 61′, Gila intercetta il cross di De Ketelaere con un rimpallo fortuito di mano. Motta prova a prendere il pallone vagante, ma Krstovic glielo toglie dalle mani per servire il comodo assist per il gol di Ederson. Dopo una lunga revisione al VAR, l’arbitro Andrea Colombo annulla la segnatura per fallo di Krstovic. I dubbi restano.
La Lazio, ringalluzzita, si affaccia dalle parti di Carnesecchi con Noslin al 75′, la cui conclusione in area termina larga. L’olandese, però, protesta per un tocco di mano in area di Scalvini in principio d’azione che l’arbitro comasco non ha valutato da rigore. I biancocelesti troveranno comunque il modo di sbloccare la partita all’84’: corner di Zaccagni e zampata mancina vincente di Romagnoli che vale l’1-0.
La reazione dell’Atalanta sarà tanto veemente quanto immediata: Krstovic lavora un grande pallone spalle alla porta e accomoda per l’accorrente Pasalic il rasoterra angolato che vale l’1-1 all’86’. Gli orobici insistono e, al 95′, vanno vicinissimi al 2-1 con un colpo di testa del neo-entrato Scamacca, ma Motta compie un prodigio con l’aiuto del palo per togliere il pallone dalla porta. Con questa parata si va ai supplementari.
In avvio dei supplementari, precisamente al 96′, l’Atalanta sembra aver trovato il gol-vittoria: cross di De Ketelaere dalla destra, sponda dalla sinistra di Zappacosta al centro e colpo di testa vincente di Raspadori. Sembra fatta, ma il VAR ravvisa il fuorigioco di Zappacosta al momento dell’assist e la rete viene annullata. La replica della Lazio arriverà al 117′, con il mancato colpo di testa di Romagnoli sulla punizione di Nuno Tavares che poteva valere la vittoria.
Arrivati ai rigori, la serie si concretizza in maniera piuttosto atipica. Raspadori porta avanti l’Atalanta, mentre Carnesecchi dice di no a Nuno Tavares. Da qui parte l’escalation di Edoardo Motta, il quale respinge le conclusioni dagli 11 metri di Scamacca, Zappacosta, Pasalic e De Ketelaere, mentre ai biancocelesti, nonostante l’errore anche di Cataldi, bastano le trasformazioni di Isaksen e Taylor (quest’ultimo con i crampi) per centrare la finale.
Appuntamento al 13 maggio all’Olimpico di Roma, per vedere se ci sarà il decimo trionfo dell’Inter o l’ottava affermazione della Lazio.





















