La Coppa Davis dell’Italia parte alla grande. Matteo Berrettini e Flavio Cobolli battono i loro rispettivi avversari nel singolare, Jurij Rodionov e Filip Misolic, e permettono agli azzurri di superare l’ostacolo Austria ai quarti di finale. In semifinale, ad attendere i ragazzi di capitan Filippo Volandri, ci sarà il Belgio.
Coppa Davis: Berrettini batte Rodionov e regala il primo punto all’Italia
Alla SuperTennis Arena di Bologna, l’Italia è chiamata a difendere il titolo conquistato per due anni di fila in quel di Malaga senza i suoi uomini migliori, Jannik Sinner e Lorenzo Musetti.
Dinanzi agli azzurri di capitan Filippo Volandri si presenta l’Austria, assente dalla fase finale della coppa dal lontano 2019 e reduce dalla qualificazione ottenuta contro Finlandia e Ungheria nei primi due turni. A scendere in campo per primi vediamo Matteo Berrettini per l’Italia e Jurij Rodionov per l’Austria. The Hammer, numero 56 al mondo, vuole sfruttare la vetrina della Coppa Davis per ritrovare se stesso dopo una stagione travagliata. Rodionov, numero 176 nel ranking ATP, è uno dei reduci dell’avventura del 2019, quindi la scelta di Jurgen Melzer di schierare per primo il gigante di origini bielorusse non è affatto casuale.
La partita vede Berrettini avere ragione del veterano austriaco in due set col punteggio di 6-3, 7-6. Il fuoriclasse romano, in alcuni frangenti della partita, ha tirato fuori dal repertorio colpi che sembravano non appartenergli più. Non sarà più quel campione che, nel prime, raggiungeva la finale di Wimbledon e le ATP Finals, ma la classe non è acqua e giocare a tennis è un po’ come andare in bicicletta: difficilmente ci si dimentica come si fa.
1 ora e 46 minuti in cui Rodionov ha cercato, attraverso attacchi aggressivi a rete, di colmare l’enorme gap tecnico con il suo avversario. Partita impegnativa, ma Berrettini ha dimostrato tutta la sua superiorità gestendo al meglio i momenti più complicati e delicati, sfoderando il meglio del suo ricco repertorio di colpi.
Nel primo set, dopo una partenza molto equilibrata dove entrambi i tennisti riescono a difendere agilmente il servizio, Berrettini fa il primo scatto ottenendo il break all’ottavo gioco. Il romano, dopo aver annullato una palla break sul 3-3, riesce ad allungare sul 5-3, chiudendo i giochi al turno successivo alla battuta con un ace esterno al deuce.
Il secondo set vede un Rodionov molto aggressivo, tant’è vero che, non solo riesce ad ottenere il break al sesto gioco, ma riesce a portarsi agilmente sul parziale di 5-2. Messo alle strette, Berrettini tira fuori la forza e i colpi dei giorni migliori, avviando una rimonta strepitosa. Dopo aver difeso il turno al servizio, Berrettini ottiene un break insperato al nono gioco che gli permette di tentare il prolungamento del set alla battuta. Rodionov si porta vicinissimo al contro-break, ma l’italiano riesce a sventare la bellezza di tre set-point prima di portare il parziale in perfetta parità.
Salvato il set, i due contendenti prolungano ulteriormente il match andando al tie-break. In questo frangente, la maggiore classe dell’italiano viene fuori in maniera prepotente e Berrettini porta a casa set e match chiudendo sul 7-4. Il primo punto è per l’Italia.
Cobolli annienta Misolic e chiude la contesa con il 2-0 finale
Ottenuto il primo punto della contesa con Berrettini, Volandri punta su Flavio Cobolli per cercare il punto decisivo contro Filip Misolic.
L’azzurro numero 22 al mondo, senza Sinner e Musetti, ha una responsabilità non indifferente nei confronti della squadra, essendo il miglior classificato nel ranking ATP. Di contro, Misolic, numero 79 al mondo, deve sperare nell’impresa per prolungare il confronto nel match decisivo al doppio.
I due avversari, nello stile, si somigliano molto: sono due granatieri da fondocampo. Il punto è che la qualità dei colpi e la difesa dell’italiano sono decisamente migliori di quelli del ventiquattrenne di origini croate. Il risultato finale di 6-1, 6-3 in favore di Cobolli fa capire l’enorme differenza di talento tra i due protagonisti.
Il campioncino di Subiaco mette subito le cose in chiaro nel primo gioco del primo set: break immediato in rimonta e frazione di gara in discesa. Flavio gestisce tempi e ritmi della partita, mettendo subito alle strette il malcapitato Misolic, il quale non riesce a sbrogliare il bandolo della matassa. Il secondo break ottenuto al quinto gioco sembra quasi chiudere il discorso, ma il nativo di Graz ha un sussulto d’orgoglio e va vicino al contro-break. Cobolli annulla tutte e 4 le palle-break e trova terreno fertile per chiudere la prima frazione dopo 29′ con il terzo break.
Nel secondo set, Cobolli indirizza ancora la gara in suo favore ottenendo, al secondo gioco, il quarto e ultimo break della sua partita. Arrivato a questo punto, Cobolli si limita a difendere il servizio e porta a casa il set senza patemi con il 6-3 finale che vale la semifinale, ponendo fine ad una gara a senso unico durata solamente 1 ora e 5 minuti.
Superato l’ostacolo Austria ai quarti di finale, l’Italia dovrà vedersela in semifinale contro il Belgio. Il team capitanato da Steve Darcis è reduce dalla vittoria per 2-0 contro la Francia grazie ai successi nel singolare di Raphaël Collignon e Zizou Bergs contro, rispettivamente, Corentin Moutet e Arthur Rinderknech.






















