La Fiorentina fa sua l’andata degli ottavi di finale di Conference League contro i polacchi del Raków Częstochowa e si pone in una posizione di vantaggio in vista del ritorno in Polonia tra una settimana. Il 2-1 del Franchi arriva in rimonta al termine di una partita spigolosa che la Viola ha meritato di vincere, anche se il vantaggio esiguo ottenuto non lascia dormire sonni tranquilli in vista del ritorno.
Conference League: Fiorentina di rimonta sul Rakow e fa suo il primo round
Dopo lo Jagiellonia Białystok, un’altra squadra polacca si frappone sulla strada della Fiorentina in direzione Lipsia: il Raków Częstochowa. La formazione allenata da Lukasz Tomczyk, quarta forza dell’Ekstraklasa, è stata una delle sorprese della fase campionato di Conference League con il secondo posto finale.
Negli ottavi di finale di andata giocatisi all’Artemio Franchi, la formazione di mister Paolo Vanoli è riuscita a prevalere per 2-1 in rimonta grazie alle firme di Ndour e Gudmundsson su rigore. Una partita che ha visto la Viola fare un largo turnover per preservare le forze in vista del rush salvezza in Serie A, ma che la squadra di Vanoli è riuscita comunque a portare a casa nonostante lo svantaggio iniziale e le numerose assenze. La Fiorentina ha sofferto l’aggressività e l’organizzazione della squadra polacca, ma grazie alle grandi risorse da cui ha potuto attingere dalla panchina, è riuscita prima a trovare l’immediato pareggio e poi a fare bottino pieno in extremis quando il match sembrava incanalarsi verso il pareggio.
Una vittoria che permette alla Viola di arrivare con la mente più sgombra in vista dello scontro diretto di Cremona e con un vantaggio minimo in vista del match di ritorno in Polonia tra una settimana. Certo, le assenze forzate di De Gea, Kean, Pongracic, Solomon, Brescianini e Rugani (gli ultimi due non in lista UEFA) non sono di poco conto, ma danno almeno un’idea della forza dimostrata dalla Fiorentina in questo ottavo di finale di andata.
La cronaca della partita: Ndour e Gudmundsson salvano la Fiorentina e ribaltano il Rakow
I due allenatori si presentano a questo appuntamento importante con diverse defezioni da una parte e dall’altra.
Vanoli è costretto a rinunciare agli infortunati De Gea, Kean e Solomon, agli indisponibili Brescianini e Rugani e allo squalificato Pongracic, ridisegnando la squadra con un 4-3-3 decisamente impuro rispetto a quello di domenica scorsa contro il Parma in campionato. Vista anche l’indisponibilità di Lezzerini, in porta ci va il danese Christensen, con Fortini a rilevare Dodò a destra in difesa e Fabbian che a centrocampo fa rifiatare Fagioli. In attacco, Gudmundsson ed Harrison partono dalla panchina per fare posto a Fazzini e, a sorpresa, Parisi, mentre Piccoli agisce da punta centrale. Tomczyk, invece, non può disporre dei nuovi acquisti Dawidowicz, Brusberg e Ojo, ma si affida comunque al solito 3-4-3 dove il centravanti norvegese Brunes è il pericolo numero uno.
La Fiorentina, nel complesso, gioca meglio, ma a partire forte è il Raków, che al 2′ va vicino al vantaggio con l’incursione sulla sinistra di Pienko che, dopo aver saltato secco Parisi, costringe Christensen alla parata in calcio d’angolo. La Viola non sta a guardare e prepara la replica al 9′: punizione di Fazzini e conclusione acrobatica di Gosens su cui Zych riesce a metterci una pezza con un grandissimo intervento. I gigliati sono in palla e sfiorano il vantaggio ancora al 28′: Parisi salta Pienko sulla destra e trova un grande cross a pescare Fazzini libero sul secondo palo, la cui volée termina di poco alta sopra la traversa.
Andati al riposo in parità, il Raków troverà il modo di sbloccare la contesa al 60′: lancio dalle retrovie di Racovitan, Makuch prolunga di testa e Brunes, prendendo alla grande il tempo a Comuzzo, infila il pallone tra palo e portiere per l’1-0. La risposta della Fiorentina, però, è immediata e, al 62′, perviene già al pari con Ndour, abile nel trovare uno splendido drop di esterno destro dal limite dell’area infilatosi nell’angolino dopo la sponda vincente di Mandragora.
Vanoli prova ad aumentare ulteriormente la pressione con gli ingressi di Harrison, Gudmundsson e Dodò, mettendo il Raków alle corde. Al 71′, Piccoli ruba palla a Racovitan e s’invola verso la porta di Zych, ma la traversa lo stoppa al momento del dunque. La Viola insiste e, al 76′, una bella combinazione tra Gudmundsson e Fabbian libera ancora Piccoli al tiro in area, ma il tentativo dell’attaccante scuola Atalanta si perde in curva.
Quando il pari sembrava già scritto, ecco che arriva l’episodio decisivo: Ameyaw intercetta con il braccio in area un cross dalla destra di Dodò e l’arbitro bulgaro Georgi Kabakov non può fare altro che indicare il dischetto. Dopo la conferma da parte del VAR in seguito ad un lungo check, Gudmundsson s’incarica della conclusione dagli 11 metri e, con calma olimpica, spiazza Zych per il 2-1 definitivo al 93′.
La Fiorentina ripartirà dal ritorno dello Zagłębie Sports Park di Sosnowiec con questo vantaggio minimo da difendere se vuole avanzare ai quarti di Conference League.




















