La Juventus è stata la prima italiana a scendere in campo per la League Phase della Champions League 2025-2026. I bianconeri, nella cornice dell’Allianz Stadium di Torino, non vanno oltre il 4-4 contro i tedeschi del Borussia Dortmund, ma hanno davvero rischiato di iniziare la competizione con il piede sbagliato. Nel mirino anche alcune decisioni controverse dell’arbitro François Letexier e del VAR.
Champions League: Vlahovic e Kelly salvano la Juve nel recupero
La Juventus inizia la League Phase con un rocambolesco 4-4 casalingo contro il Borussia Dortmund, confermando i limiti e i punti di forza evidenziati dopo l’altrettanto rocambolesca vittoria nel Derby d’Italia contro l’Inter di sabato scorso.
La fragilità difensiva e un portiere (Di Gregorio) non in stato di grazia hanno limitato una Juve dal potenziale offensivo importante. La possibilità di Tudor di poter ruotare elementi importanti come Yildiz, Openda, Zhegrova, Conceição, David e, soprattutto, Vlahovic permette alla Vecchia Signora di poter contare su un reparto offensivo di prim’ordine. La situazione cambia quando si parla della cerniera di centrocampo e del trittico difensivo posto a difesa della porta. Il Borussia ha avuto vita fin troppo facile, soprattutto con armi come il del tiro dalla distanza e il contropiede, sottolineando le storture di una squadra dal potenziale importante, ma completamente sbilanciata a livello tattico.
Ad aggiungersi a queste problematiche ci sono pure le storture arbitrali. L’arbitro francese François Letexier, coadiuvato dal VAR, ha spiccato nel modo più sbagliato possibile, rendendosi protagonista di orrori da matita blu. Prima, al 34′, nega un rigore solare ai bianconeri per il braccio alto di Anton ad intercettare un colpo di testa di Kelly diretto verso la porta di Köbel; poi, all’86’, assegna un rigore inesistente dal Borussia Dortmund per un presunto mani di Kelly sul tiro di Guirassy e successivamente realizzato da Bensebaini. Questi due errori sarebbero potuti costare caro se uno scatenato Vlahovic (una doppietta e un assist dopo il suo ingresso in campo) e Kelly non avessero raddrizzato la situazione negli ultimi 2′ del recupero concesso.
Una Juventus che deve ancora oliare e perfezionare alcuni meccanismi, ma che sta dando segnali importanti in vista del prosieguo di campionato e coppe.
La cronaca della partita: Juventus in costante inseguimento, Borussia ad un passo dal colpaccio
Tudor decide di apportare qualche modifica rispetto alla formazione scesa in campo sabato scorso contro l’Inter: fuori Gatti, Locatelli e Vlahovic, dentro Cambiaso, David e Openda, con Kalulu arretrato nei tre di difesa e McKennie spostato a laterale destro nel 3-4-2-1 disegnato dal tecnico croato.
Il Borussia risponde con un formazione nettamente a trazione anteriore: Nmecha, Sabitzer, Adeyemi, Beier e Guirassy tutti insieme appassionatamente per assaltare la porta juventina. Niko Kovac mette le cose in chiaro: si giocherà a viso aperto e per vincere. Il primo tempo vede la Juventus dominare, ma sbattere dinanzi ad un Köbel monumentale (straordinaria la parata con cui, al 4′, toglie il pallone di Thuram da sotto l’incrocio dei pali) e ad una difesa granitica.
Nella ripresa, però, il Borussia cambia marcia e la difesa della Juve inizia a scricchiolare. Al 51′, il palo salva Di Gregorio da un grave errore in uscita sul tentativo di Beier da posizione defilata. Il vantaggio dei gialloneri è solamente rimandato al 53′: Adeyemi riceve palla al limite dell’area, evita Kelly e fa partire un rasoterra dal limite che non lascia scampo a Di Gregorio. La Juve sbanda e il Borussia ha l’occasione per raddoppiare al 56′ con Guirassy, ben imbeccato da Adeyemi in area, ma Di Gregorio questa volta salva in uscita. I bianconeri tentano la reazione e hanno la palla buona del pareggio al 57′ con Koopmeiners dopo una bella combinazione con Openda, ma il tentativo dell’olandese è rivedibile.
A questo punto, Tudor si gioca le carte Vlahovic e Joao Mario per David e McKennie e la Juventus perviene al pareggio al 63′ con una perla di Yildiz per palati fini. Destro a giro dal vertice sinistro dell’area e arcobaleno che scavalca imparabilmente Köbel. L’1-1, però, non spegne lo spirito battagliero del Dortmund, il quale ritroverà il vantaggio al 65′ con il destro a giro di Nmecha ispirato dalla sponda vincente di Adeyemi. Finita qui? Assolutamente no: al 67′, Yildiz imbecca Vlahovic in profondità e il serbo fredda in uscita Köbel per il 2-2. La partita è infinita e, al 74′, il Borussia trova il nuovo vantaggio con Yan Couto, abile nel rubare palla a Thuram e freddare un Di Gregorio non esente da colpe con un rasoterra sul primo palo.
La Juve tenta l’assalto e Köbel è bravissimo, con l’aiuto del palo, a negare la doppietta ad Yildiz all’80’. All’86’, Bensebaini dal dischetto porta la partita sul 4-2 su un rigore molto contestato dai bianconeri, ma guai a dare per morta la Juve. Tudor si gioca la carta Zhegrova e la partita muta di nuovo. Al 94′, Kalulu trova il pertugio vincente per l’inserimento di Vlahovic: 3-4. Al 96′, Vlahovic disegna una parabola straordinaria che Kelly, da attaccante vero, spinge in rete di testa per il 4-4 finale. La Juve non muore mai, ma i troppi gol presi non possono far dormire sonni tranquilli Tudor e tifosi.



















