Dopo la Juventus, anche Inter e Atalanta hanno inaugurato la fase a gironi della Champions League 2025-2026. La squadra di Chivu è partita con il piede giusto per battendo a domicilio per 2-0 l’Ajax, mentre alla Dea non è andata bene in quel di Parigi, travolta per 4-0 dai campioni d’Europa in carica del PSG.
Champions League: l’Inter respira ad Amsterdam grazie a Thuram
La sconfitta rocambolesca nel Derby d’Italia contro la Juventus aveva lasciato strascichi indifferenti: dalle polemiche legate a Thuram alla fase difensiva, fino a passare per la prestazione di Sommer.
La squadra di Christian Chivu, in un match speciale per l’allenatore romeno (era stato proprio l’Ajax a lanciarlo nel grande calcio agli inizi della carriera da calciatore), era chiamata ad una pronta riscossa in quel di Amsterdam per spegnere le polemiche. La riscossa, alla fine, è arrivata proprio dai due giocatori più discussi: Yann Sommer e Marcus Thuram. Il portiere svizzero, sul punteggio di 0-0, si è reso protagonista di una parata straordinaria su Goots lanciato a rete; mentre il secondo, oltre ad aver disputato una partita eccellente, ha trascinato i compagni alla vittoria con una doppietta d’importanza capitale.
Con Lautaro Martinez lasciato a riposo in panchina, grande chance dal 1′ per Francesco Pio Esposito. L’ex attaccante dello Spezia, schierato a sorpresa dall’inizio, ha offerto una prestazione importante, mostrando anche una buona intesa in tandem con Thuram e sfiorando anche l’assist vincente sull’occasione mancata da Dumfries. Decisivo nell’economia della partita anche Hakan Çalhanoğlu, con due assist pennellati da calcio d’angolo trasformati in oro dagli stacchi imperiosi del centravanti francese. Tre punti importantissimi per l’Inter che inizia bene il suo cammino nella coppa dalle grandi orecchie.
Atalanta travolta dal PSG a Parigi: Dea mai in partita e formazione azzardata
Nonostante la larga sconfitta per 4-0 al Parco dei Principi contro il PSG campione d’Europa in carica, nel post-partita il tecnico dell’Atalanta Ivan Juric si era detto comunque soddisfatto per quanto visto, dato che aveva notato degli spunti interessanti.
Cosa ci abbia trovato di positivo non ci è dato sapere, in ogni caso, per quanto era impronosticabile il colpaccio in terra francese, l’Atalanta non è apparsa mai all’altezza della situazione. Tanti gli errori individuali, enormi gli spazi concessi agli avversari, largo il risultato con cui la Dea ha lasciato la capitale francese. E sarebbe potuta finire anche peggio se Carnesecchi non avesse parato il rigore a Barcola. Ecco, a proposito di note liete: forse, la prestazione del portiere italiano è stata l’unica nota veramente positiva, anche se la sbavatura sulla terza segnatura di Nuno Mendes non è stata un bel vedere.
In ogni caso, non si può di certo imputare al portiere orobico la responsabilità della sconfitta, anzi. La formazione schierata da Juric ha lasciato quantomeno perplessi, dati il coefficiente di difficoltà dell’avversario e le già numerose assenze a debilitare una squadra che non ha la stessa profondità d’organico degli uomini di Luis Enrique (Lookman, Scamacca, Ederson e Kolasinac sono assenze pesantissime). In più, la presenza di un giovanissimo come Bernasconi lasciato in pasto ad uno scatenato Kvaratskhelia (autore del gol del raddoppio) rende l’idea del rischio enorme preso dall’allenatore croato.
Lo schieramento senza prime punte (coppia De Ketelare-Maldini, con Krstovic partito dalla panchina) nemmeno ha garantito imprevedibilità, anzi, è stato un assedio continuo dei parigini. Già il gol dopo 3′ di Marquinhos lasciava presagire una serata non facile e la fine dell’ordalia, suggellata dal poker calato da Gonçalo Ramos su gentile concessione di Bellanova, è stato il colpo di grazia ad una partita mai realmente iniziata.





















