Tre vittorie e una sconfitta il bilancio delle italiane nella quinta giornata della fase campionato di Champions League. Dopo i successi di Napoli e Juventus, è arrivato anche quello dell’Atalanta sul campo dell’Eintracht Francoforte ed è il primo della gestione Palladino. Primo stop europeo per l’Inter, caduto a Madrid per 2-1 contro l’Atletico a causa di un gol di Gimenez nel recupero.
Champions League: Dea da urlo a Francoforte
Il gemellaggio sugli spalti tra i tifosi dell’Eintracht Francoforte e quelli dell’Atalanta ha regalato spettacolo sugli spalti e trasmesso un messaggio di fratellanza notevole, ma in campo le cose sono andate diversamente.
La Dea travolge, grazie ad un secondo tempo spettacolare, per 3-0 a domicilio la formazione tedesca e compie un balzo importante in chiave qualificazione, riuscendo in un colpo solo a consolidare il piazzamento play-off e ad avvicinarsi alla zona qualificazione diretta agli ottavi di finale.
La squadra di Palladino ha giocato una partita dominante e di personalità contro un avversario alla disperata ricerca di punti per migliorare una classifica deficitaria, certificando il dominio con tre gol realizzati e tre legni colpiti. Dopo la batosta di Napoli, gli orobici sono ripartiti da quel secondo tempo positivo che aveva fatto tremare i partenopei, dando continuità di prestazione e sfruttando al meglio la mole di gioco creata.
Rispetto alla trasferta del Maradona, Palladino si presenta alla Deutsche Bank Park con due cambiamenti importanti: fuori Ahanor e Pasalic, dentro Kossounou e Scamacca. Dino Toppmoller risponde confermando in blocco lo stesso undici della vittoriosa trasferta in campionato a Colonia.
A partire forte è l’Eintracht, che prova a spaventare Carnesecchi con un rasoterra di Chaibi facilmente intercettato dal portiere orobico e con un colpo di Koch alto di pochissimo. Dopo una prima mezz’ora in apnea, l’Atalanta inizia a dare segnali di risveglio con i due pali colpiti in rapida successione al 35′ da Lookman e Scamacca.
Andati all’intervallo col punteggio ancorato sullo 0-0, la ripresa inizia con una partenza a razzo dell’Eintracht che, al 50′, ha una buona occasione per passare avanti con Burkardt, ma la conclusione in area del centravanti tedesco termina a lato. La risposta dell’Atalanta arriverà 2′ più tardi ed è affidata al destro di Scamacca che, dopo un buon lavoro spalle alla porta, non riesce a girare verso lo specchio col destro. La partita si sbloccherà finalmente al 60′: cross dalla destra di De Ketelaere e piattone vincente sul secondo palo di Lookman per l’1-0 Atalanta. Il gol tramortisce l’Eintracht, che capitolerà nuovamente al 62′ con un contropiede rifinito da Lookman e concluso da Ederson. Il raddoppio non ferma la Dea, che anzi, triplicherà le marcature al 65′ grazie a De Ketelaere, pronto nel ribadire in rete un primo tentativo di Scamacca respinto dalla traversa.
La vittoria in terra tedesca permette alla Dea di portarsi a 10 punti in classifica, a pari merito con Borussia Dortmund, Sporting Lisbona, Chelsea e Manchester City. La prossima partita in casa proprio contro il Chelsea di Enzo Maresca potrà essere il vero spartiacque del cammino in Champions League dell’Atalanta.
Inter, non basta Zielinski: Alvarez e Gimenez fanno esultare Simeone
L’Inter ha accarezzato fino al 93′ la possibilità di uscire da imbattuta dal Riyadh Air Metropolitano. Poi, è arrivata la capocciata di José Gimenez e i nerazzurri sono stati costretti a capitolare per la prima volta in questa edizione della Champions League per 2-1 contro l’Atletico Madrid.
La squadra di Chivu fallisce l’ennesimo banco di prova con una big e si ritrova a dover fare i conti con le proprie incertezze e sicurezze. I nerazzurri hanno ben figurato nella trasferta madrilena, ma la mancanza di cattiveria e decisione nei momenti cruciali della partita possono condizionare l’andamento di una stagione, finora, da incompiuta. Certo, il piazzamento per la qualificazione diretta agli ottavi è ancora saldamente nelle mani dell’Inter, ma servono anche punti pesanti contro le dirette concorrenti per poter centrare l’obiettivo.
Rispetto alla sconfitta casalinga nel derby di Milano, Chivu ha lasciato a riposo Acerbi, Sucic e Thuram per fare posto a Bisseck, Zielinski e Bonny, con Carlos Augusto ancora schierato sull’out di destra per sopperire alle indisponibilità di Dumfries e Darmian. Simeone, invece, rispetto al vittorioso derby in trasferta contro il Getafe, ha optato per una semi-rivoluzione: fuori Lenglet, l’indisponibile Llorente, Koke e Nico Gonzalez per fare spazio ad Hancko, Gallagher, Cardoso e Giuliano Simeone. Ancora indisponibili Le Normand e, soprattutto, Oblak, il cui posto tra i pali è preso dall’ex Udinese ed Atalanta Juan Musso.
A partire forte è l’Inter che, dopo 2′, impegna Musso ad una grande parata sul calcio di punizione di Dimarco. Il laterale nerazzurro, al 3′, si ripresenta di nuovo dalle parti del portiere argentino, ma il suo diagonale da posizione defilata sibila il palo sinistro. Gli ospiti sono propositivi, ma a sbloccare la partita sarà l’Atletico con Julian Alvarez. L’araña, al 9′, è lesto nell’approfittare di un rimpallo in area nerazzurra tra Carlos Augusto e Alex Baena per trafiggere imparabilmente Sommer. L’Inter protesta per un fallo di mano del numero 10 dei Colchoneros, ma il VAR scagiona il fantasista spagnolo e accorda la segnatura.
L’Inter non ci sta e, prima dell’intervallo, ha ancora con Dimarco l’occasione buona per andare a segno, ma il tentativo dal limite del nazionale italiano, sfiora soltanto l’incrocio dei pali.
Nella ripresa, l’Inter parte con un piglio decisamente aggressivo e manca, dopo 34″, ancora il gol con Barella, che si vede la volée respinta sul fondo dalla traversa. Al 50′, Lautaro Martinez, in uno dei suoi rari sprazzi di talento all’interno di una partita anonima, imbecca alla grande uno scatenato Dimarco, ma Musso è bravo a chiudere lo specchio della porta in uscita. Il pareggio è nell’aria e arriverà al 54′: scambio Zielinski-Bonny e conclusione vincente in area del polacco che vale il meritatissimo 1-1.
Simeone decide di cambiare qualcosa con gli inserimenti di Nico Gonzalez, Koke e Pubill e la partita muta l’inerzia. Giuliano Simeone, al 59′, riceve un buon cross dalla sinistra da Ruggeri, ma conclude alto al volo. Successivamente, entrano anche Griezmann e Sorloth per aumentare il peso offensivo e proprio il petit diable va vicinissimo al gol su assist di Pubill al 77′, venendo fermato in angolo sul più bello dal riflesso di Sommer. All’82’, Pubill si mette in proprio e prova a sorprendere Sommer da fuori area, ma lo svizzero è attento e respinge la minaccia. La resa dell’Inter arriverà al 93′: corner di Griezmann e stacco vincente di Gimenez che consegna tre punti e incontro all’Atletico Madrid.
La vittoria finale fa respirare l’Atletico, salito a 9 punti in zona play-off, ma non fa dormire sonni tranquilli l’Inter. A San Siro ci sarà un Liverpool desideroso di riscatto e i nerazzurri non possono permettersi ulteriori lussi se non vogliono mollare la qualificazione diretta agli ottavi di Champions League.






















