Sesta giornata della fase campionato della Champions League che si apre con il botto. L’Atalanta, al New Balance Stadium, centra la terza vittoria consecutiva battendo in rimonta per 2-1 il Chelsea e ora può sognare la qualificazione diretta agli ottavi di finale. Seconda sconfitta consecutiva, invece, per l’Inter, sorpresa in casa dal Liverpool per 1-0. I nerazzurri hanno contestato apertamente il rigore con cui Szoboszlai ha deciso l’incontro.
Champions League: l’Atalanta sorprende il Chelsea e ora sogna gli ottavi
Successo importante sia per prestigio che per la classifica per l’Atalanta.
La squadra di Raffaele Palladino batte in rimonta per 2-1 il Chelsea tra le mura amiche e ora può sognare la qualificazione diretta agli ottavi di finale di Champions League. Sì, proprio così: la terza vittoria consecutiva per la Dea nello scontro diretto contro i Blues è valsa il balzo in classifica fino al terzo posto. Partita ben giocata dagli orobici, i quali hanno approfittato delle importanti assenze in casa Chelsea (Colwill, Delap e Palmer tra tutte) per piazzare il colpaccio e poter sperare in un 2026 in discesa in chiave europea. Protagonista assoluto della partita il belga Charles De Ketelaere, decisivo con un assist e un gol nella vittoria della Dea.
Rispetto alla debacle di Verona, Palladino ha lasciato fuori Hien, Zappacosta e Krstovic per dare spazio a Kolasinac, Bernasconi e Scamacca. Maresca, invece, ha dovuto rinunciare a Delap e Palmer e ha lasciato fuori, rispetto al pari di Bournemouth, Gusto e Garnacho per inserire Acheampong, Caicedo, Bynoe Gittens e Joao Pedro.
L’Atalanta parte in maniera aggressiva, con il Chelsea che va molto in affanno sugli esterni e senza possibilità di rendersi pericoloso dalle parti di Carnesecchi. Dopo 6′, Sanchez è decisivo nel fermare la cavalcata di Lookman sulla sinistra, poi, sulla respinta, De Ketelaere non riesce a ribattere a porta praticamente sguarnita. Al 19′, Zappacosta, subentrato qualche minuto prima all’infortunato Bellanova, trova una grande traccia dalla destra a premiare l’inserimento in area di Scamacca neutralizzato da Chalobah. Sulla corta respinta ci riprova Lookman, ma questa volta è Badiashile a salvare prima che De Roon, dal limite, sfiori l’incrocio dei pali.
La squadra di Maresca è dura a morire e, infatti, al primo affondo, trova il vantaggio al 25′ grazie a Joao Pedro. Il brasiliano è bravo a prendere il tempo alla difesa orobica sul cross dalla sinistra di James e permette ai Blues di chiudere avanti la prima frazione.
Nella ripresa, è il Chelsea, forte del vantaggio acquisito, a partire bene e, infatti, al 51′, è James a sfiorare il raddoppio con una rasoiata dal limite fuori di un niente. Il pericolo scampato ridesta l’Atalanta, la quale sembra riuscire ad agguantare il pareggio 1′ più tardi con Lookman, ma il fuorigioco del nigeriano è netto al momento dell’assist di Zappacosta e la segnatura viene annullata. Un pareggio, però, solamente rimandato al 55′: grande azione personale di De Ketelaere sulla destra e cross al bacio per lo stacco aereo vincente di Scamacca che vale l’1-1. Quello del centravanti romano classe ’99 è il primo gol in assoluto in Champions League.
L’Atalanta sente il sangue della preda e, al 62′, ha l’occasione del raddoppio ancora di testa e ancora con Scamacca su suggerimento di Bernasconi, ma Sanchez si allunga bene e respinge la minaccia. Palladino inserisce Krstovic in attacco per cercare di difendere qualche pallone più in avanti e la mossa funziona fin troppo bene all’83’: l’attaccante montenegrino si procura e batte velocemente una punizione sulla trequarti avversaria, la palla passa da De Roon a De Ketelaere, con il belga che avanza indisturbato fino al limite dell’area e sorprende Sanchez con un rasoiata sul primo palo. È il 2-1 che permette alla Dea di passare sorprendentemente in vantaggio.
Nel finale di partita, il Chelsea si riversa completamente in avanti per poter agguantare il pari e sarà Carnesecchi decisivo. Prima, al 90′, il portiere orobico si distende bene sulla sassata dal limite del neo-entrato Garnacho; poi, al 94′, chiude benissimo la porta a Joao Pedro con una parata d’istinto sul tentativo ravvicinato del brasiliano ex Brighton.
Al triplice fischio, l’Atalanta può festeggiare il sorpasso in classifica sui Blues e il balzo al terzo posto in classifica che significa qualificazione diretta gli ottavi di finale. Il discorso verrà ripreso solamente il 21 gennaio, quando a Bergamo ci sarà l’Athletic Bilbao.
Inter sconfitta e arrabbiata: un rigore contestato di Szoboszlai decide la contesa di San Siro
Seconda sconfitta consecutiva in Champions League per l’Inter, l’ennesima in un big-match.
L’1-0 con cui il Liverpool si è imposto a San Siro sui nerazzurri lascia aperte almeno due parentesi: il problema cronico della squadra di Chivu nell’affrontare le big e la casistica limite sui falli da rigore. Nel primo caso, la larga vittoria di sabato contro il Como sembrava potesse spazzare via queste difficoltà che stanno diventando fin troppo presenti e puntuali in questo scorcio di stagione. Per quanto riguarda, invece, il secondo, la direttiva UEFA sulla “tolleranza zero” nei confronti delle trattenute in area sembrano generare più problemi di quanti ne possano essere risolti.
La leggera trattenuta di Bastoni su Wirtz era stata valutata veniale dall’arbitro Zwayer, il quale ha cambiato idea dopo una revisione al VAR che non sembrava rendere giustizia alla chiamata all’OFR. “Situazione grave, ma non seria” avrebbe detto Ennio Flaiano, ma è ovvio come il calcio europeo, nel metro di giudizio su casistiche e falli specifici, adotti spesso e volentieri due pesi e due misure.
Tornando alla partita, non possiamo di certo dire che si sia vista la migliore Inter della stagione. Nonostante le enormi difficoltà sia di risultati che ambientali presenti in casa Liverpool (vedi le recenti esclusioni di Salah e Chiesa), i Reds hanno addirittura meritato, per quanto fatto vedere in campo, di aver portato a casa l’intera posta in palio. Ci si aspettava sicuramente un’Inter meno timorosa e più in palla, ma il peso specifico della partita in questione ha fatto sgretolare le certezze dei nerazzurri, così come hanno influito sul piano gara gli infortuni in rapida successione di Chalanoglu e Acerbi nel primo tempo.
Rispetto alla larga vittoria casalinga di sabato contro il Como, Chivu aveva confermato quasi in blocco lo stesso undici (anche Luis Henrique sull’out di destra), con la sola variazione di Mkhitaryan al posto di Zielinski. Gli infortuni di Chalanoglu e Acerbi a gara in corso, hanno portato agli ingressi in campo di Zielinski e Bisseck. Arne Slot, invece, rispetto al rocambolesco pareggio di Leeds ha lasciato fuori Bradley, Kerkez, Gakpo (indisponibile) e Wirtz per inserire dall’inizio Gomez, Robertson, Isak e Mac Allister.
A partire forte è il Liverpool, il quale impegna diverse volte Sommer con i tentativi insidiosi di Jones ed Ekitike. Al 32′, i Reds sembrano essere riusciti a sbloccare la situazione con il gol di Konate sugli sviluppi di un calcio d’angolo, ma l’arbitro, su indicazione del VAR annulla per il fallo di mano iniziale di Ekitike. L’Inter inizia a farsi vedere dalle parti di Alisson solamente nel finale di tempo, con una punizione di Barella fuori di un soffio e con un colpo di testa di Lautaro Martinez ben neutralizzato dal portiere brasiliano.
Nella ripresa, la partita è più bloccata e le occasioni latitano. Slot si gioca le carte Bradley e Wirtz dalla panchina che fanno svoltare la partita. Il primo, all’80’, impegna seriamente Sommer con una parata complicata sul primo palo. Il secondo, invece, si procura il rigore segnalato dal VAR che Szoboszlai, all’88’, realizza con freddezza per l’1-0 definitivo. Nel recupero l’Inter ha provato ad attaccare, ma lo ha fatto in maniera disordinata e senza creare pericoli dalle parti di Alisson.
La sconfitta ha portato l’Inter al quinto posto e per il riscatto dovrà aspettare il mese di gennaio nel match casalingo contro l’Arsenal. Solo una vittoria potrà scongiurare il rischio dei play-off.



















