Che fosse un’impresa impossibile quella dell’Atalanta di superare gli ottavi di finale di Champions League contro il Bayern Monaco era risaputo, ma che i bavaresi facessero sembrare tutto così facile neanche era tanto scontato. I campioni di Germania in carica strapazzano la Dea con un 6-1 a domicilio che fa tanto rumore e ipoteca la qualificazione ai quarti già all’andata. Atalanta uscita sotto gli applausi scroscianti del New Balance Stadium, ma non può di certo essere soddisfatta della prestazione offerta.
Champions League, Atalanta praticamente fuori già all’andata degli ottavi
Era impossibile aspettarsi miracoli dalla Dea nell’andata degli ottavi di finale di Champions League contro una corazzata del calibro del Bayern Monaco di Vincent Kompany, questo è certo. C’è, però, un limite entro quale gli enormi meriti degli avversari si scontrano con i propri grossi demeriti.
L’Atalanta si presenta al New Balance Stadium, dinanzi al proprio pubblico, al cospetto di una delle favorite alla vittoria finale, con una spregiudicatezza che rasenta la follia. Il Bayern pratica letteralmente un altro sport, si pone su un livello sublime che per gli orobici è impossibile da raggiungere, soprattutto quando le assenze sono pesanti come quelle di Raspadori, De Ketelaere, Scalvini ed Ederson.
Palladino prova a sorprendere Kompany con un 4-4-2 che, di base, è un 4-2-4 composto da due esterni prettamente offensivi come Sulemana e Zalewski che devono sia dare manforte ai terzini (Zappacosta e Bernasconi) nei raddoppi, sia fornire supporto in attacco a Scamacca e Krstovic. Il risultato è stato un impietoso 6-1 per i bavaresi che poteva addirittura assumere contorni più nefasti. Luis Diaz, Gnabry e Olise sembravano tre slalomisti a Sankt Moritz e, al centro dell’attacco, Nico Jackson non ha assolutamente fatto rimpiangere Harry Kane, affondando nel cuore della difesa orobica come la proverbiale lama nel burro. Hien e Kolasinac non sono mai sembrati all’altezza della situazione, anche perché Pasalic e De Roon faticavano enormemente nel fare filtro davanti la difesa.
Il risultato finale è stata la conseguenza emblematica non solo del dislivello tecnico tra le due squadre, ma anche di una lettura tattica errata da parte dei padroni di casa.
La cronaca della partita: i bavaresi la mettono subito in ghiaccio e poi dilagano
Come anticipato poc’anzi, Palladino ha voluto mettere la partita sul piano dei punti di forza del Bayern: uno contro uno e velocità nelle ripartenze.
Per raggiungere lo scopo, il tecnico napoletano, rispetto al pari di sabato in casa contro l’Udinese, ha sacrificato un centrale difensivo e un centrocampista per cambiare completamente modulo. Fuori Koussounou, Bellanova, Musah e Samardzic, dentro Zappacosta, De Roon, Zalewski e Krstovic. Kompany, dopo aver fatto ruotare i suoi uomini nella vittoria interna di venerdì contro il Borussia Mönchengladbach, decide di puntare sull’artiglieria pesante, meno che sull’infortunato Neuer, Kane e Musiala. Al loro posto, spazio per Urbig, Gnabry e Jackson.
Già dai primi minuti si prospetta una partita difficile per la Dea, asserragliata nella propria area di rigore a causa degli attacchi tambureggianti dei bavaresi. Il fortino dell’Atalanta si sgretola già al 12′ e nel modo più beffardo possibile: Olise batte un calcio d’angolo corto per Gnabry, il quale deve solo servire in area a Stanisic il comodo pallone che vale l’1-0. È solo l’inizio.
Carnesecchi prova a difendersi come può mettendo le mani anche dove normalmente non potrebbe arrivare, ma il secondo gol è nell’aria. Upamecano avanza palla al piede e serve Olise sulla destra, il quale si accentra, evita Bernasconi e col sinistro infila la sfera in buca d’angolo. Al 22′ è già 2-0. L’Atalanta non ha forze per reagire e, al 25′, è già costretta a subire il terzo gol da Gnabry, il quale vede premiato il suo inserimento centrale da uno scatenato Olise e fredda Carnesecchi in uscita. Prima dell’intevallo, Gnabry sfiora la doppietta con un destro a giro che sbatte sulla parte superiore della traversa.
Terminato il primo tempo sullo 0-3, Palladino prova a correggere qualcosa inserendo Djimsiti al posto di Scamacca. Di contro, Kompany inserisce Davies e Musiala per Laimer e Gnabry al fine di chiudere quanto prima la contesa.
La mossa che non sortisce gli effetti sperati è quella del tecnico orobico: Jackson, su contropiede ben rifinito da Luis Diaz con una grande giocata volante, realizza in volata il 4-0 al 52′. Il quinto gol del Bayern non tarderà ad arrivare, con Olise che realizza la sua doppietta personale al 64′ con uno splendido sinistro a giro che non lascia scampo a Carnesecchi. Il New Balance Stadium, attonito, plaude alla prova di forza mostrata dai bavaresi. La ciliegina sulla torta per il Bayern la metterà Musiala, al suo primo gol in questa edizione della Champions League, che realizzerà il 6-0 al 67′ con un inserimento vincente a centro-area sul cross dalla destra di Jackson. I tedeschi non hanno intenzione di fermarsi e sfiorano anche il settimo gol con Upamecano, che al 77′ colpisce il palo di testa a Carnesecchi battuto.
All’Atalanta non resta altro da fare che trovare il gol della bandiera per salvare la faccia quanto più possibile. La rete arriverà al 93′ e porta la firma di Mario Pasalic, lesto nel ribadire in rete la respinta di Urbig sul primo tentativo di Krstovic ispirato da una discesa del subentrante Bellanova sulla destra.
Al triplice fischio dell’arbitro norvegese Espen Eskås, la contesa è già decisa dopo i primi 90′. Il Bayern deve solo difendere i 5 gol di vantaggio nel ritorno dell’Allianz Arena di mercoledì prossimo e attendere nuove dal doppio confronto tra Real Madrid e Manchester City per scoprire il prossimo avversario ai quarti di finale.



















