Era così popolare che il Trio (Massimo Lopez, Anna Marchesini, Tullio Solenghi) e la Gialappa’s Band ne fecero una caricatura: i primi indugiarono sui suoi baffi, che apparivano e sparivano per davvero da un collegamento all’altro; i secondi – con la complicità di Teo Teocoli, che lo ribattezzò Gianduia Vettorello – gli affidarono la direzione de La Gazzetta del Balengo. Il segno della popolarità di Cesare Castellotti, uno dei volti-simbolo di 90° minuto prima maniera, scomparso giovedì a 86 anni nella sua Torino.
Addio a Cesare Castellotti
Sarebbe tuttavia riduttivo descrivere Cesare Castellotti come una delle tante maschere della formidabile comédie humaine della domenica pomeriggio. Sì, perché il giornalista torinese – classe 1939 – era anzitutto un ottimo intenditore di calcio e di sport. Non solo Juventus e Torino (di cui era tifoso), ma anche il baseball – che ha seguito all’inizio della sua carriera – e il golf, praticato con discreti risultati.
In quel magnifico carosello di gol, immagini, accenti, voci e gaffes più o meno volontarie, sapientemente allestito da Paolo Valenti, Castellotti recitava la parte del cronista serio e imperturbabile: la lieve inflessione piemontese ne addolciva appena la stazza imponente. Tuttavia, aveva capito meglio di altri che i giornalisti non possono prendersi sempre sul serio. Dunque, perché non alleggerire il commento delle gare del suo amato Toro con un semplice gioco di parole («Polster, Sabato Trippa… mi correggo: Polster, Sabato, Crippa»), mentre scorrevano le immagini di un gol dei granata? Lo fece e strappò più di un sorriso.
Una vena di leggerezza che non gli impedì di dare una clamorosa notizia di calciomercato: l’annuncio del passaggio di Roberto Baggio dalla Fiorentina alla Juventus nella tarda primavera del 1990. Pochi minuti più tardi, Marcello Giannini smentì categoricamente. Ma l’affare si fece, scatenando la rabbia del popolo viola.
Con la scomparsa di Castellotti, il “teatrino” di 90° minuto ha definitivamente chiuso i battenti: tra il 2010 e il 2025, infatti, si sono congedati da questa vita i vari Tonino Carino, Marcello Giannini, Luigi Necco e Gianni Vasino. Nei fatti, i volti che hanno scandito gli anni più felici di un’intera generazione di tifosi. Chissà, anche gli anni più belli del calcio italiano.
Nel suo curriculum anche Mondiali e Giochi olimpici
Benché tutti lo ricordino per le cronache delle squadre torinesi, Castellotti è stato per un ventennio caposervizio della sede RAI di Torino, oltre che conduttore e speaker del telegiornale regionale e della pagina sportiva. A lungo corrispondente del Telegiornale unico, per il quale si occupò di cronaca e attualità, seguì anche 5 Mondiali di calcio e sei edizioni dei Giochi olimpici. Dopo il pensionamento nel 1999, proseguì la sua carriera giornalistica sul web: era il direttore responsabile del quotidiano online Il Dossier, interamente dedicato al mondo dei motori.
Ai familiari le condoglianze della direzione e della redazione di ItaliaSport24.






















