Una conferma e una sorpresa inaspettata: i campionati europei di atletica a Birmingham (Gran Bretagna) portano in dote alla spedizione azzurra altre due medaglie. Altri 5000 metri di gloria per Nadia Battocletti, scortata sul podio dall’emergente Micol Majori.
5000 metri d’oro e di bronzo con Battocletti e Majori
Una gara tattica, come d’abitudine quando ci sono le medaglie in palio. Poi, la musica è cambiata e, con essa, il copione della finale europea dei 5000 metri. La vincitrice è la stessa di due anni fa: la trentina Nadia Battocletti. Tuttavia, la vera rivelazione è stata la 23enne lombarda Micol Majori, che ha conquistato il primo alloro internazionale della carriera, aggiudicandosi l’ultimo posto sul podio.
Controllo esasperato tra le finaliste per quasi 4 chilometri prima che prendano l’iniziativa l’olandese Maureen Kostner e la britannica Hannah Nuttall. All’ultimo giro si presentano in otto nel gruppo di testa, che si sgrana definitivamente sul rettilineo opposto a quello del traguardo, dove Battocletti allunga sulla concorrenza, involandosi verso il secondo titolo consecutivo sulla distanza con il crono (modesto) di 15’37″84. Alle sue spalle, la spagnola Marta García (15’39″98) blinda la medaglia d’argento. Lotta serrata per il bronzo negli ultimi 100 metri di gara: l’irlandese Sarah Healy duella con Nuttall e Majori, che passa le rivali all’interno e mette al sicuro la medaglia di bronzo in 15’40″65. 11° posto per la terza azzurra in gara, la veterana Federica Del Buono.
Jacobs illude in semifinale prima di eclissarsi
La tavola sembrava apparecchiata per una serata ancora più festosa: l’ultima gara del programma, i 100 metri maschili, aveva un favorito annunciato, Lamont Marcell Jacobs. E le premesse erano state confortanti fin dalla semifinale, vinta nettamente con il crono di 10″08. Poi, in fase di riscaldamento, il campione olimpico di Tokyo 2020 avverte un fastidio all’adduttore. Nonostante il dolore, Jacobs decide di presentarsi comunque sui blocchi, ma l’epilogo è amarissimo: dopo una partenza horror, il velocista bresciano prova invano a carburare per 40 metri. A quel punto, la resa è inevitabile: il 7° posto finale (12″26) non fa testo. Peccato.
In contumacia del bicampione europeo in carica, la finale dei 100 diventa una vetrina per i britannici: oro a Romell Glave (10″09) davanti al navigato connazionale Jeremiah Azu (10″16). Bronzo aggiudicato al tedesco Owen Ansah (10″19). 6° l’altro italiano in gara, Chituru Ali, anch’egli frenato da un problema fisico. 10″34 il riscontro del cronometro.
Eloisa Coiro migliora il record italiano degli 800 metri
Marcello Fiasconaro e Gabriella Dorio: due leggende dell’atletica italiana che, con i loro record, hanno attraversato il Novecento e si sono spinti fino ai giorni nostri. Tuttavia, i primati sono fatti per essere abbattuti. E la nouvelle vague dell’atletica italiana ha trovato due mezzofondisti in grado di riscrivere la storia. Prima è toccato a Francesco Pernici, poi alla laziale Eloisa Coiro, che ha raccolto il testimone da Dorio: 1’57″56 nella prima batteria degli 800 metri, record aggiornato dopo 46 anni. E la sensazione che l’azzurra possa seriamente lottare per una medaglia.
In una giornata che – come vedremo più avanti – ha dispensato più spine che rose, vale la pena di segnalare il buon 6° posto ottenuto dal 21enne milanese Francesco Inzoli nella finale del lungo. Dopo aver esordito con un passabile 7.80 m, Inzoli si spinge fino a 8.04 per poi collezionare un paio di nulli, intervallati da un paio di balzi poco significativi (7.58 e 7.84). Il 6° posto finale si porta dietro qualche rimpianto sia per il vento ostile, sia perché il penultimo salto – non valido – lo avrebbe avvicinato al podio. Ad ogni modo, il futuro è dalla sua parte (e del fratello Daniele, campione del mondo Under-20).
Medaglia d’oro per il campione di tutto Miltiadis Tentoglou (m 8.44), davanti allo svizzero Simon Ehammer (m 8.29) e al bulgaro Bohzidar Sarâboyukov (m 8.26).
Gli altri risultati
La sessione serale è stata avara di soddisfazioni per il resto della pattuglia azzurra: Edoardo Scotti si batte bene nella seconda semifinale dei 400 metri fino al rettilineo conclusivo, chiudendo al 3° posto con il crono di 45″32 che non è sufficiente per i ripescaggi. Eliminate in semifinale anche le ostacoliste Celeste Polzonetti (prima delle escluse con 12″93), Elena Carraro e Giada Carmassi. Serata grama anche per le astiste: eliminate in qualificazione Sonia Malavisi, Elisa Molinarolo e Virginia Scardanzan.
Più positivo, invece, il bilancio delle gare del mattino: Ayomide Folorunso domina la sua semifinale dei 400 ostacoli con il tempo di 53″93, a un passo dal record italiano che già le appartiene. Escluse dalle migliori 8 sia Alice Muraro, sia Rebecca Sartori. In campo maschile, invece, superano il primo turno Giacomo Bertoncelli e Alessio Sommacal. La pattuglia italiana dell’alto si presenterà al completo in finale: dentro Matteo Sioli, Gianmarco Tamberi (entrambi qualificati con 2.23 m), Edoardo Stronati e Christian Falocchi, promossi con m 2.19. Niente da fare, infine, per i discoboli Enrico Mannucci e Alessio Saccomanno e per l’ostacolista Oliver Mulas nei 110 hs.
Due parole sulle altre finali della serata: l’ungherese Bence Halász (m 84.25) è il nuovo campione europeo del lancio del martello. Argento al tedesco Merlin Hummel (m. 81.30), bronzo all’ucraino Mykhaylo Kokhan (m 79.49). 110 ostacoli vittoriosi per l’olandese Nadine Visser (12″668), che precede di un solo millesimo la polacca Pia Skrzyszowska. 3ª la francese Laetita Bapté con il tempo di 12″73.






















