Alla vigilia dei Giochi invernali di MilanoCortina, una medaglia nella staffetta a coppie di sci di fono era più che auspicabile. Detto, fatto: Elia Barp e Federico Pellegrino hanno conquistato un bronzo di grande spessore nella gara dominata – neanche a dirlo – dalla Norvegia.
Sci di fondo, Barp e Pellegrino di bronzo
Un’altra staffetta a medaglia: dopo la splendida prestazione del quartetto azzurro, che ha ritrovato il podio olimpico dopo vent’anni, ecco il bronzo nella team sprint in tecnica libera conquistato da Elia Barp e Federico Pellegrino, che hanno così portato a 25 il conto degli allori della spedizione azzurra ai Giochi invernali.
Non era semplice arrampicarsi così in alto, sebbene la coppia metà veneta, metà valdostana fosse salita sempre sul podio nelle due gare di Coppa del Mondo disputate nel corso dell’inverno. Forse è mancato qualcosa per avvicinare l’argento – tutto sommato alla portata degli azzurri – ma il risultato pesa, eccome, perché restituisce piena cittadinanza al movimento del fondo italiano dopo anni vissuti in apnea.
Il baluardo della coppia azzurra non poteva che essere Pellegrino, bravissimo a non perdere mai contatto dal treno per le medaglie nella seconda e nella quarta frazione. Tuttavia, bisogna riconoscere grandi meriti anche all’altra metà della coppia: il 23enne bellunese è rimasto sempre fuori dai guai (che hanno invece compromesso la rincorsa alle medaglie della Francia, forse la più valida alternativa agli azzurri per il podio) e, soprattutto, ha dato il cambio al suo compagno di Nazionale nelle posizioni che contavano.
Johannes Klæbo arriva a cinque ori in cinque gare
Una coppia fuori portata per tutti: i norvegesi Johannes Høsflot Klæbo ed Einar Hedegart hanno rispettato il pronostico della vigilia, affrontando in totale controllo i primi 2/3 di gara prima che il fenomeno dello sci di fondo mondiale spiccasse il volo nell’ultimo giro. Ad onor del vero, lo statunitense Gus Schumacher – spalleggiato da Ben Ogden, argento nella sprint individuale in tecnica classica – ha persino cercato di seguire Klæbo, ma ha dovuto arrendersi all’evidenza sulla salita che immette nel tratto conclusivo della pista.
Dal canto suo, Pellegrino ha cercato di seguire il secondo frazionista degli Stati Uniti, ma non è riuscito a colmare il divario nella discesa che porta allo stadio. Soltanto un brivido sul rettilineo d’arrivo, quando il risultato era ormai acquisito: una leggerissima sbandata che ha fatto perdere un passo al 36enne dei Carabinieri. Troppo tardi, in ogni caso, per immaginare un ribaltone: il secondo frazionista della Svizzera, Valerio Grond, non aveva alcuna possibilità di agganciare Pellegrino.
Due medaglie olimpiche nella stessa edizione: non succedeva dal 2006, quando il fondo azzurro dominava la scena. Ora che Pellegrino sta per uscire di scena, questo è un ottimo punto di partenza per provare a riconquistare un posto in prima fila.
La Svezia vince la prova femminile, Italia 9ª
Copione rispettato anche tra le donne: la Svezia – in corsa con Maja Dahlqvist e Jonna Sundling – domina l’analoga competizione femminile, risolvendo il rebus nel corso della quinta frazione. Una grande Nadine Fändrich – con la complicità di Nadia Kälin – semina la Germania (Laura Gimmler/Coletta Rydzek) e la Norvegia (Astrid Øyre Slind/Julie Brivenes) nell’ultimo giro, blindando l’argento per la Svizzera. Il testa a testa per il bronzo si decide sul traguardo: Rydzek fulmina Brivenes e lascia le scandinave ai piedi del podio.
Le azzurre Caterina Ganz e Iris De Martin Pinter si difendono per i primi quattro giri prima di scivolare nelle retrovie, chiudendo la loro finale al 9° posto.





















