Quando Cecilia Zandalasini ha trovato il tiro da 3 punti che ha chiuso la sfida della verità contro la Spagna, abbiamo capito che Andrea Capobianco e le azzurre del basket avevano compiuto un altro capolavoro dopo la sensazionale medaglia di bronzo conquistata agli Europei di giugno 2025- A maggior ragione perché l’Italia non partecipava ai Mondiali dal 1994.
Andrea Capobianco riporta l’Italia ai Mondiali
Non c’è dubbio che questa sia una generazione di grandissime campionesse. Eppure, prima del ritorno in panchina di Andrea Capobianco, la Nazionale di basket femminile aveva espresso solo in minima parte il suo potenziale. Dunque, è giusto celebrare l’allenatore molisano che ha eletto la Costiera Amalfitana a luogo del cuore, al punto che Vietri sul Mare gli ha riconosciuto la cittadinanza onoraria.
Scrivi Capobianco e la prima parola che ti viene in mente è miracolo. Ne ha fatti tanti nella sua ormai lunghissima carriera. Era un coach alle prime armi quando regalò a Salerno una delle sue ultime soddisfazioni sotto canestro: la promozione in Serie C1 nella stagione 1999-2000. Quando torna al timone dell’ippocampo – che aveva intanto conquistato un posto tra i cadetti – lancia in prima squadra un giovane playmaker con la fama del visionario: si chiama Giuseppe Poeta, viene da Battipaglia e ha appena iniziato la sua scalata al basket che conta.
Insieme faranno ancora grandi cose, regalandosi una stagione da sogno a Teramo, versione 2008/2009: Capobianco affida le chiavi del gioco a Peppe l’immaginifico che, con la complicità dei vari Bruno Cerella, Valerio Amoroso, David Moss e Jaycee Carroll, porta la Banca Tercas fino al 3° posto in campionato, cui si aggiunge una memorabile qualificazione all’Eurocup, la sorella minore dell’Eurolega.
I capolavori in azzurro
Sorprende che un allenatore di questa caratura non abbia mai avuto l’opportunità di allenare un grande club. In compenso, però, Capobianco entra nel giro azzurro, dal quale non è più uscito: prima le Nazionali giovanili, poi la selezione femminile, di cui diventa commissario tecnico nel 2015. Con la sua impareggiabile carica – che gli è valsa le affettuose ironie de La giornata tipo, la pagina social più conosciuta tra gli appassionati della palla a spicchi – guida le azzurre fino ai quarti di finale dell’Europeo 2017, mancando di un soffio la qualificazione ai Mondiali dopo una beffarda sconfitta con la Lettonia.
Alla fine della campagna boema, Capobianco lascia (momentaneamente) la panchina delle azzurre per abbracciare la sfida del 3X3, appena entrato nel programma dei Giochi olimpici. Un salto nel vuoto o quasi: non esiste un campionato che consenta di scegliere un buon numero di giocatrici, gli spazi lasciati dal basket 5 contro 5 sono risibili. Eppure, il coach di natali napoletani si inventa un altro numero dei suoi, conquistando la qualificazione per l’Olimpiade di Tokyo grazie a un canestro allo scadere di un’altra salernitana d’adozione, Rae Lin D’Alie, nel torneo di Debrecen.
La Germania attende le azzurre
La pur brillante avventura giapponese non cambia la storia del movimento del 3X3, che resterà fuori dai Giochi di Parigi 2024. In compenso, però, Capobianco riprende in mano le azzurre dopo il deludente mandato di Lino Lardo. Disciplina, applicazione e un carisma impareggiabile: la ricetta con cui riporta entusiasmo nel clan azzurro in vista dell’Europeo 2025, la prova di maturità per un gruppo di cestiste che attendeva da una vita la sua consacrazione: Cecilia Zandalasini è il faro, Francesca Pan, Costanza Verona, Francesca Pasa, Martina Fassina, Lorela Cubaj e l’ex Battipaglia Olbis Futo André le altre punte a disposizione di Capobianco.
Le azzurre conquistano il pubblico di Bologna prima di volare in Grecia per la fase a eliminazione diretta. Persino le fuoriclasse belghe tremano davanti alle azzurre, sconfitte sul filo di lana in semifinale. Tuttavia, da quella bruciante sconfitta nasce la prova di forza contro la Francia: trent’anni dopo l’argento conquistato dalle leggende Mara Fullin e Catarina Pollini, l’Italia torna a vincere una medaglia agli Europei.
Il resto è storia di questi giorni: l’Italia vola a Porto Rico per tornare ai Mondiali (che si giocheranno a settembre in Germania) dopo 32 anni di assenza. Poche variazioni sul tema: ci sono quasi tutte le ragazze che sono salite sul podio ad Atene. L’onda azzurra si ferma soltanto davanti alle inarrivabili statunitensi: il resto è gioia per gli occhi. Tutto questo – ne siamo certi – non sarebbe stato possibile senza quell’uomo che ha consacrato la sua vita alla pallacanestro: Andrea Capobianco ha trasformato i miracoli in sogni a lieto fine.




















